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mercoledì 9 aprile 2014

Dal web - il lavoro a tempo determinato -e maternità

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Il Governo, sul sito web ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha deciso di fornire alcuni chiarimenti sul piano per il lavoro previsto dal decreto legge in questione.

L'azienda può ancora stipulare contratti di lavoro a tempo determinato senza causale.
Basta che il rapporto rientri nel periodo di tempo fissato a tre anni.
Prima, invece, questa possibilità veniva presa in considerazione esclusivamente per il primo contratto di lavoro a tempo determinato.

L'azienda può rinnovare i contratti di lavoro a tempo determinato, non più di 8 volte nei tre anni.
La condizione è che la mansione del dipendente sia sempre la stessa, sia nel contratto iniziale, sia nelle proroghe successive.

Numero massimo di contratti a tempo determinato per azienda: 20% del totale. Eccezioni:variazioni decise nei contratto collettivo nazionale di lavoro  (CCNL)situazioni straordinarie come sostituzione di dipendenti e variazioni di produttività dovute al periodo, alla stagionequanto previsto dall'articolo 10, comma 7, del Decreto legislativo 368 del 2001 

Aziende con 5 dipendenti o meno
E' prevista la facoltà di stipulare un contratto a tempo determinato.

Articolo completo (maternità)

E come pensa di risolvere il Governo? Nel progetto vengono elencati alcuni punti:

Indennità di maternità per tutte: anche le donne che adottano come sistema previdenziale la gestione separata.

Diritto alle prestazioni assistenziali INPS per le donne dipendenti, anche quando il datore di lavoro non ha versato i contributi.

Abolizione del sistema fiscale che prevede il "coniuge a carico", ossia la possibilità di detrarre spese sostenute dal compagno. Al suo posto attivare il tax credit, un incentivo per le donne, con figli sotto i 18 anni e con un reddito familiare basso, affinché cerchino un'occupazione, da dipendente o autonoma.

Agevolare un sistema di flessibilità lavorativa, per quanto concerne l'orario, anche attraverso premi di produzione, in modo tale da poter organizzare dei turni che vadano incontro alle esigenze dei lavoratori con figli o dei lavoratori che hanno persone non autosufficienti da accudire.

Incrementare sul territorio i servizi destinati alle famiglie, ai bambini piccoli, come gli asili, indispensabili per i genitori che lavorano.

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