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martedì 9 aprile 2013

Dal web: "Andremo in copisteria per stampare oggetti "

http://m.lastampa.it/2013/04/08/tecnologia/andremo-in-copisteria-per-stampare-oggetti-il-futuro-per-massimo-banzi-XxUPvDRWiDwvl8htG600hK/pagina.html
Non credo che in maniera molto rapida ora tutti compreremo la stampante 3d come compriamo il frigo a casa. Però sicuramente questi meccanismi lentamente evolveranno fino al punto in cui nelle città ci saranno, così come ora ci sono le copisterie, i negozi che stampano le cose. Oppure si ordineranno online e arriveranno a casa. Sicuramente queste stampanti sempre più economiche serviranno a una categoria di persone per innovare, per sperimentare, per provare. Da un altro punto di vista anche l’Internet delle Cose è qualcosa che lentamente entrerà nelle case delle persone senza magari essere chiamato l’Internet delle Cose. Per esempio ora negli Stati Uniti c’è una punta avanzata di consumatori che sostituisce il termostato del riscaldamento di casa con il termostato “Nest”, che è un termostato progettato da un ex dirigente della Apple, che si collega via wi-fi e ha tutta una serie di intelligenze comandabili dal telefonino e via web. Quello è un esempio di Internet delle Cose, ma la gente pensa semplicemente che quello è il nuovo termostato. Alle persone di tutti i giorni non interessa il concetto di Internet delle Cose, interessa che il prodotto gli risolva un problema.
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